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mercoledì 11 luglio 2012

Sabato tranquillo


Sabato tranquillo, prima del Bike Park

Con la scusa di non stancarmi troppo in vista della mia prima ad un bike park, e approfittando del temporale di ieri che forse ha portato del fresco, oggi uscita in solitaria la mattina in collina, San Polo.

Ore 9.00 in sella. Il temporale è stato intenso, e il terreno non si è ancora asciugato. Farò bitume (mal volentieri), ma devo pedalare visto che domenica scenderò e basta. Pian piano e constatando che all’ombra non si sta affatto male saliamo verso Canossa. Da subito capisco che non è giornata. Non c’è caldo afosa ma per me è già troppo così. Non importa, giriamo tranquilli e ci guardiamo attorno, per oggi va bene così.

Arrivato alla fontana di Grassano per mia somma felicità incontro il grandissimo Du Demon !!

L’energia che trasmette quell’animale è veramente contagiosa !!

Le 4 chiacchiere diventano anche 8, poi sappiamo che troppo fermi non possiamo restare e quindi lo lascio andare verso casa (lui pedala dalle 7, è decisamente in buona forma). Sarei stato fermo a parlare con lui per un’altra ora !!

Comunque una dritta me l’ha data…..in zona Canossa non è piovuto…si mangia la polvere.

Così salgoi a Canossa e a Cavandola finalmente sono off-road. Salgo fino all’acquedotto per spararmi la discesa giù fino a Casalino. La prima parte è bella tecnica e gioiosa !!

Anche se il fuoristrada mi ha alzato il morale non sono in giornata. Risalgo a Canossa e poi Rossena. Scendo al vecchio castello sotto Grassano e risalgo alle prime casa di Grassano bassa. Qui in mezza costa mi raccordo con la Costa che scende a Ciano. Nonostante le 2 rampe micidiali in discesa è bellissima.

Per oggi basta, meglio non strafare quando non si è in giornata.

Prendo il sentiero che prosegue verso S.Polo, ma da subito si vede che è baganto fradicio….basta prendere un paio di km di statale per non sporcare la bici.

L’orario è buono, i negozi sono ancora aperti…..vado al Madness e mi porto a casa il new casco !!! IXS per me bellissimo. Lo Specialized finisce definitivamente nella spazzatura dopo la craniata in salita data contro un ramo (lui non si è mosso !!) e rottura della calotta.

Domani di Bike Park !!


giovedì 5 luglio 2012

Il gigante dalla testa ai piedi

Quando Asch mi ha detto di essere intenzionato a fare un giro in bike sulla dorsale del Cusna e passare dalla vetta, ho sentito un fremito alla schiena.

Il Cusna non è una montagna e basta, non lo è per me, ma non lo è per molti altri.

Il Gigante che come ultimo atto della sua vita si è coricato per proteggere la val d’Asta dalle intemperie che arrivavano dal mare, ancora trasmette portezione, un abbraccio fraterno che consola e ti fa sentire a lui riconoscente.

Il gigante perché il profilo del Cusna vista dalla parte reggiana è simile ad una persona sdraiata, un Gigante appunto, con i piedi rivolti verso il Cimone (l’ha dietro c’è il Battisti) il petto gonfio dove arrivano (meglio dire arrivavano) le piste da sci, la vetta che è il naso a quota 2121.

Io e Asch studiamo e ci confrontiamo parecchio prima di decidere l’itinerario. La parte incognita è il crinale, dal Passone alla vetta, e anche la prima parte della discesa è incognita.

Partenza presto, meglio avere ore di luce per sicurezza, e il meteo ottimo. Non da sottovalutare il meteo, infatti il Cusna è spesso una spece di frontiere che nasconde le nuvole cariche di umidità che arrivano dal mare. Spesso queste nuvole avvolgono il crinale, e per noi questo sarebbe un problema. Protegge appunto i pastori della Val d’Asta e i loro greggi !!

Prima della 9 siamo in sella, io Asch e il Colonnello.

Nel primo tratto io navigo oramai a memoria. Percorriamo subito la strada asfaltata fino a pianvallese, poi il boschetto con i suoi tratti tecnici in salita, quest’anno tutto percorribile in sella. Arrivati alla forestale che viene da Civago il tempo di una pisciata e siamo alla sbarra, dove la salita più dura comincia a farsi sentire, ma senza tanti problemi siamo al Battisti per un torta party.

Il vero giro cominica qui, finora non ho mai guardato l’orario e non lo gurderò mai, si viaggia con la luce.

Fino al Passone è quasi tutta pedalabile, il panorama è bellissimo anche se l’umidità è pazzesca e limitata la visuale dell’orrizzonte.

Dopo il Passone io avevo previsto un lungo tratto a piedi in salita. Effettivamente in brevi tratti si può fare in bike, ma ci vuole uno sforzo enorme e il tratto di salita è tuttaltro che breve. Tra una foto e l’altra saliamo senza particolari problemi. La traccia è ben visibile e non ci sono punti esposti.

Salendo si sente il vento che fischi nei tubi della croce del Passone, come uno strumento musicale suona le sue note.

Pian piano il GPS arriva a segnare i 2000m slm. Ci siamo !!

Priam di arrivare al casotto delle oramai ex funivie di Febbio 2000 ci sarà da fare un breve pezzo con bici a spalla su pietroni, diciamo impegnativo ma non pericoloso. Il vento mi disturba facendomi perdere più di una volta l’equilibrio, ma è benedetto visto il caldo che c’è più in basso !!

Si prosegue ancora a piedi. Ora oltre a tutto l’appennino reggiano si vedono anche le apuane. Senza lamentarci proseguiamo percorrendo il tratto meno ripido (quasi una scalata che con la bike diventa molto pericoloso) e arrivamo all’ultimo tratto su un ripido pratone.

L’euforia mi prende e non mi rendo conto di aver lasciato Asch e il Colonnello più in basso a fare foto e godersi il panorama.


Quanti ricordi
Quanti ricordi
Quanti ricordi

Arrivo

C’è una madonnina che non ho mai visto. La croce è sempre la stessa. Sono stremato….mi siedo dopo aver accarezzato la madonnina e la croce. Mi emoziono.

Rimango 10 minuti da solo, a pensare, a ricordare.



Il cusna….forse la mia porta per il paradiso ??

Non so…..ma lo sento così vicino !!



Solo solo non lo sono. Ci sono tanti escursionisti sul crinale, anche sulla croce. Ci guardano con stupore, forse alcuni con ammirazione, forse ci prendono per matti, forse ci invidiano, ma sicuramente non passiamo inosservati.

Cercheremo di non disturbare nessuno durante la discesa.

La sosta sul Cusna è lunga, anche se i mosconi presenti sono insopportabili. Spiego al colonnello (di origine Marchigiane) che da noi le chiamamo “mosche da merda” per la loro abitudine di stare….ci siamo capiti…e lui risponde che dalle loro parti le chiamano piccioni visto quanto sono grandi !!

 Guardi avanti….vedi una traccia che scende…nitida…lunga e dritta…vedi fino al Passo Cisa…vedi tutto il tratto di discesa da fare….come un binario che sparisce all’orizzonte.

Uno sballo. Mai troppo tecnica, mai pericolosa. In alcuni tratti per evitare tratti di roccia è possibile circunavigarli lungo i ripidi pratoni rischiando il capottone ma ottimo !!!

L’ultimo tratto prima dei prati di Sara e il taglio della forestale è bellissimo !!

è assolutamente da fare!!

Sosta all fontana del passo Cisa.

Il sentiero prosegue oltre la fontana. È questo un’eplorazione. Lo studio delle cartine ci diceva che saremmo arrivati a metà del 625 che dai prati di Sara arriva a Casalino. Non vogliamo fare il 625 per intero, perché dai prati è difficile e poco divertente. Pultruppo c’è un errore sulle cartine, ma lo scorpiremo sono 2 giorni dopo. Infatti il sentiero comincia a salire, ripido, ci costringe a piedi. C’ èanche una frana da passare con una fune che ci permette di attraversare un pietrone (quando c’è bagnato è pericoloso). Cammina cammina e arriviamo ai Prati di Sara….torniamo. Mi prende lo sconforto. Sono stanco e non ho voglia di scendere di quota e patire caldo.

Ci consultiamo e dopo mia insistenza ci dividiamo. Loro 2 faranno il 625 fino a Casalino, poi montecagno e la lunga salita fino al Cisa con la prima parte al sole !!

Io no…percorro a piedi i Prati. Passo accanto ad un gregge di cavalli che si strngono a cerchio attorno ai loro puledrini. Risalgo in bici, qualche Sali scendi e arrivo a ritorna re sulla strada percorsa in precedenz scndendo dalla vetta del Cusna.

Se prima la discesa è stata divertentissima questa volta lo è stat di più.

Faccio i tagli della forestale. La rpima parte fluo con vari appoggi e salti, poi diventa sassai con piccoli passaggi trialistici. Si esce dal sentiero a soli 2km dal rifugio Monteorsaro dove mi aspetta una birra fresca !!

Ma la discesa non è finita. Parto a cannone, passo il paese a me molto famigliare….la casa di Gino…della Giuseppina…la casa dove c’era il cane alano che era più alto di me (ero un bimbo)….la casa di Massimo, la prima ad avere il telefono…la piazza e la chiesa…la casa di gianfredo…l’altra casa di Gino dove ricomincia il sentiero 609. Lo percorro veloce e tranquillo nello stesso momento e in breve sono a Roncopianigi. Salgo in peschiera per rinfrescarmi alla fontana e visto che sono in anticipo rispetto agli altri 2 ritorno a Rescadore dal bosco anche se mi costringere a scendere spesso dalla bike, ma perché fare asfalto ??

Finora abbiamo fatto solo 2/3km iniziale e poi basta !!

Sicuramente da fare…da migliorare. Rimane un punto fermo la discesa bellissima che dalla vetta scende ai prati, passa nei pressi del passo Cisa, prosegue fino a 2km dal rifugio Monteorsaro e dopo il paese il 609 a Roncopianigi. Alternativa è prima del Rifugio scendere direttamente a Peschiera rifugio Zamboni).

Valeva la pena fare una discesa dietro al Battisti prima di salire al Passone, oppure vedere di proseguire la discesa da Roncopianigi a Febbio paese, ma non penso che esista.

 Grazie a Asch e al Colonnello…questo giro ci voleva proprio !!

Le foto !! Sono ancora sulla macchina fotografica !! A breve saranno su Facebook

giovedì 14 giugno 2012


01 Giugno 2012

E sono 40…entro a fare parte degli Anta

E sì !! Ho compiuto 40anni tondi tondi.

Certo che me lo immaginavo diverso questo giorno. Non posso dire che lo aspettavo e nemmeno che non volevo che arrivasse mai, ma pensavo che comunque per me non sarebbe stato un giorno “normale”, invece….

Questo sciame sismico che accenna solo a diminuire ma non a fermarsi, ci ha tolto dalla normalità quotidiana, anche se non sono stato colpito direttamente. Ho già aderito a varie iniziative di solidarietà e ho varie idee per farme altre una volta che si spegneranno i riflettori.

Giornata normale in un periodo non normale ecco cosa è stato il mio 40° compleanno, ma vuol dire che non mi rimane nessun ricordo ?



Un ricordo mi rimarrà
 
La mattina appena svegliato la Tania mi ha fatto gli auguri, ma appena è uscita la stanza ho avuto la netta senzazione di non essere da solo, ho sentito la presenza di mia sorella come mai prima d’ora….grazie degli auguri More !!

lunedì 11 giugno 2012


Il Blog deve essere aggiornato subito, non devi mai aspettare il giorno dopo per scrivere le tue impressioni. Puoi perdere l’attimo, la scia del ciclista che ti precede. Ma non sempre c’è il tempo per farlo.



Sabato 19 Con Fabione siamo andati a Trento per incontrare Luca e alla fine del giro mi ricordano proprio quello che ho appena scritto. Ho fatto a mala pena a pubblicare le foto scattate nel pomeriggio, poi avrei scritto la domenica il mio racconto.



Sabato pomeriggio è esplosa una bomba in una scuola a Brindisi.

Sabato notte è arrivato il terremoto.

Poi il terremoto ha colpito ancora duramente.



Paura e mille pensieri hanno occupato la mia testa, non me la sentivo in quel momento di scrivere di una giornata di tranquillità, amicizia, piacere e poi alzi la testa e vedi morti e distruzione nella tua terra. Volevo scriverlo i giorni seguenti, ma poi ho sentito racconti di miei colleghi, sfollati, scossi, preoccupati.



È giunto il momento di scrivere, di provare a scrivere anche se io stsso sono ancora scosso e spaventato, ma non pensare per un poco di tempo è già un’aiuto.



Ero rimasto a Sabato 19 e l’appuntamento a Trento con Luca e Stefano.

In macchina io e Fabione, finalmente Race free !!

Luca e Stefano sono 2 indigeni, o se vi piace di più Local, e il giro è quindi una garanzia.

Partiamo da un quartiere della città, ma della città non c’è niente. Pochi km di asfalto poco trafficati e già siamo in mezzo ai filari di vite che produrranno eccellente spumante. Ben curati e come sempre affascinanti.

Sempre in salita si prosegue entrando nel bosco. Sono passati pochi minuti e il pensiero della città e dell’autostrada caotica sono un lontano ricordo.

Luca è una guida di MTB, sempre pronto a dare consigli se richiesti. Parlare con lui è inoltre un piacere. Riesco a parlare e confrontarmi sui tempi passati quando la MTB era agli albori, molto diversa da adesso. Non manco anche di raccogliere notizie e info sulla zona che andiamo a esplorare e altre nelle vicinanze.

La zona di oggi è cima Marzola. Praticamente è la montagna di fronte al Bondone, sull’altra lato della valle dell’Adige.

La prima sosta la facciamo al rifugio Maranza molto bello e accogliente. Sarà una sosta lunga visto che deve ancora arrivare dalla città il rifornimento del pane. Mi devo ancora correggere, il pane non è poi arrivato, ma la polenta è stata meglio !!

Si continua a salire, il bosco a tratti ci lascia delle aperture dove poter vedere la città sempre più piccola. Un bel single track molto stretto e esposto ci porta all’ultmia parte della salita, 2 rampe micidiali che solo Luca ha fatto on bike (STICA**I). Si arriva ad una sella dove potere ammirare a dx la valle dell’adige e a sx la val Sugana.

La sosta per vedere il panorama e fare foto è d’obbligo.

Siamo lì sul prato a guardarci attorno quando si sente un sibili come una folata di vento avvicinarsi. Subito un’ombra attira la nostra attenzione e in ritardo guardiamo in alto per vederci sfilare da sopra le teste un sibilante aliante, veramente vicino. Non mi era mai capitato, è stato una bella emozione.

L’ultmi tratto di salita è da fare a porting.

La croce segna la vetta.

Il posto è magnifico.

La valle dell’adige…il monte Bondone…le dolomiti di Brenta…la Val Sugana…Altopiano di Foglaria…Altopiano della Vigolana…La cima Vigolana…La cima sud del monte Marzola…e più lontano la catena del lagorai.

Dopo foto e ristoro si comincia a scendere.

Sarà una lunga e ininterrotta discesa, prima bella tecnica, poi più fluida ma alcuni tratti tecnici e tornatini stretti. Tutta la discesa è costellata da grosse pietre a volte smosse….praticamente 20 minuti di rock and roll e ci troviamo seduti al bar a berci una birra 1500 metri più sotto !!

Gran bel giro

Grazie a tutta la compagnia !!

Foto qui

martedì 15 maggio 2012

Una bella storia

2 Week-end per provare la gara di Monte Duro, 2 gran sfaticate senza fare ne fondo ne km. È allenamento anche questo, certo, ma non il mio preferito, non dove provo le mie maggiori soddisfazioni.
Poi il giorno della gara c’è un clima infernale, vento e acqua e il percorso decisamente Hard fa sì che salti la gara !!
Praticamente ho soltanto voglia di fare una bella uscita lunga e magari in posti nuovi, il mese “intenso” di gare enduro è finito.
Tirando le somme di questo mese “race” direi che il mondo dell’enduro mi piace molto e avrà un mio seguito, continuerò ad attrezzarmi, metto in programma di fare altre gare dopo Agosto…e fare sul serio solo nel 2013 con il mio debutto in una prova del Superenduro PRO.
Ma basta parlare di gare e di programmi, ora è il momento di raccontare una bella storia.

UNA BELLA STORIA
Luglio 2011 ero nei monti Sibillini insieme ai ragazzi del MTB Tagliantino, stavamo facendo un tuor in MTB di 3 giorni in bike e quel giorno era la seconda tappa.
Si partiva dal rifugio Perugia in prossimità di Castelluccio di Norcia e si arrivava a Montefortino in provincia di Fermo.
La tappa doveva essere la più spettacolare del giro. Dopo la bellissima Castelluccio si saliva in quota oltre i 2000m e il paesaggio si apriva a 360°. Successivamente si scendeva  nell’orrido dell’Infernaccio, una strettissima gola scavata dal torrente Tenna. Doveva….appunto
Quel giorno il clima era infame, la nebbia mista pioggia ci accompagnò per tutto il giorno appena lasciammo Castelluccio. In quota la visibilità era limitata e faceva un grande freddo. Arrivati all’Infernaccio la nebbia si trasformò in acqua torrenziale e la stretta gola diventò un gigantesco imbuto dove i monti sovrastanti scaricavano tutta la l’acqua che avevano raccolto. La pioggia era così’ insistente che più di una volta ho dovuto asciugare lo schermo del mio GPS perché l’acqua impediva di vedere bene la traccia da seguire.
Il fascino della gola non era scalfito, ma la sistuazione era decisamente critica.
Proprio in prossimità dell’uscita della gola (un ponte naturale formatosi con la neve) mi accorgo di aver smarrito il GPS. Inutile tornare sui miei passi, inoltre avevamo voglia solo di arrivare alla fine tappa.
Il valore del GPS era limitato visto che era datato, ma quel rudimentale strumento mi aveva accompagnato in mille e oltre posti, senza limitarmi, e per questo io ero a lui affezionato. Ultima speranza era che un buon samaritano lo travasse, lo accendesse e dalla lettura dell’home page leggesse il mio numero di cellulare (ottima la mia idea) e mi chiamasse…..sperare…sperare.

Dicembre 2011
Come ogni inverno si approfitta di un pomeriggio per riordinare tutto il materiale della MTB.
Mi torna in mano il supporto del mio GPS smarrito. Oramai sono passati mese, e adesso nell’orrido ci saranno metri di neve (come un imbuto le montagne adiacenti scaricano la neve nella gola dove non batte mai il sole. Si accumulano così metri di nevi. L’acqua scaverò delle caverne per scorrere a valle e solo in estate inoltrata l’orrido sarà sgomberato totalmente dalla neve). Forse è stato trovato, forse no, ma oramai le speranze di ritrovare il mio Garmin sono svanite e già ho un nuovo più funzionale GPS installato sul manubrio.
Prendo il supporto e lo butto.

Fine Marzo 2012
È la settimana che precede l’Airon bike.
Durante la pausa pranzo mi arriva una chiamata da un numero sconosciuto. È normale durante questa settimana caotica ricevere telefonate da numeri sconosciuti visto che faccio parte dell’organizzazione.
Fatico a capire chi sia. Mi aspetto una chiamata di uno del Team, di uno sponsor, della protezone civile etc…”Scusa, ma tu da Ancona cosa mi stai chiedendo ? Devi venire alla gara?”
“che gara ? No no Ho ritrovato il tuo GPS !!”
“Guarda è impossibile…..l’ho perso l’anno scorso a Luglio !!”
“sì hai ragione l’ho ritrovato ad Agosto, ma non si accendeva. Solo adesso sono riuscito ad aggiustarlo e a vedere il tuo numero di cellulare”
 È tutto vero, d’altronde come poteva chiamarmi senza prima averlo acceso ?
Non finisco di ringraziarlo, la telefonata mi ha spiazzato, lui continua a chiedermi l’indirizzo per spedirmelo.
L’insistenza del ragazzo è imbarazzante. Già è stato così buono da chiamarmi, adesso vuole accollarsi le spese di spedizione senza neppure dubitare che venissero rimborsate, lui è convinto che al di la del telefono c’è una persona altrettanto onesta come lui.
È molto bello tutto questo, soprattutto per uno come me che non ha fiducia nel prossimo ma spesso si impegna per aiutare i pochi meritevoli (e continuo a ripetermi che ci devono essere…per forza ci devono essere) presenti nella nostra cinica società. Ora ne ho incontrato uno…un altro.
Riesco a farlo desistere….”guarda mi hai trovato in un periodo incasinato….ti faccio sapere come e dove spedirmelo.”
Sembra finita lì, invece no.

Mi viene un’idea.  
Voglio ringraziare in buon samaritano. Preparo un pacco da spedirgli. Una punta di Parmiggiano-Reggiano, una busta con 20Euro per spedirmi il GPS e una lettera con i miei ringraziamenti.

Dopo pochi giorni arriva il mio vecchio e malconcio Garmin.
Oltre al pacco una busta con scritto (a mano) “Grazie del formaggio è molto gradito….hai ragione, è sempre più difficile trovare gente onesta al mondo, ma visto che noi lo siamo perché non farlo fino in fondo ?? 20 euro sono troppi….bastavano 10” e ecco la banconota da 10 euro.

Se pensi che al mondo non ci siano persone che meritano la tua solidarietà stai sbagliando.
Forse sono pochi coloro che la meritano ma se tu non fai solidarietà loro non la riceveranno, non importa se la riceveranno anche i non meritevoli.

mercoledì 2 maggio 2012

Alta valle del Taro perché non ti conoscevo?

Le previsioni meteo non erano per niente incoraggianti, ma ho comunque deciso di andare e di esplorare quella zona che mi hanno detto “è bella, e a te piacerà”.
Parto la mattina presto con nebbia in pianura. Quando raggiungo l’autostrada svanisce ma rimane nuvoloso, fino a Borgotaro, dove esco dall’autostrada. Fino a Bedonia la strada l’ho già fatta, diciamo che la conosco. Il Taro in quella zona ha formato una valle larga e la bella strada corre rasentando il fiume celeste limpidissimo. Dopo Bedonia la valle si stringe e il torrente diventa tortuoso e si fa strada in mezzo a grandi rocce, sembra il percorso adatta a fare rafting, invece è il paradiso dei pescatori, presenti in gran numero.
La lotta degli elementi….Il bosco…l’acqua ….la roccia.
Veramente una bella valle con scorci incantevoli. Pian piano arrivo a Santa Maria del Taro piccolo paese bagnato dal Taro e dal torrente Incisa suo affluente.



Proprio in paese c’è un ponte medioevale che attira la mia attenzione, scoprio dopo che si chiama ponte dei Priori.






L’acqua è limpidissima il posto mi piace da subito, manca solo il sole ma non piove e va bene così.
Parcheggio, giro il paese per scattare foto, caffe e iscrizione, quattro chiacchiere ed è già ora di prepararsi.
Dopo le 10 parte la mia gara. La prima salita è lunga la stretta valle del torrente Incisa verso il monte Penna. La strada è deserta e la gola è bella, decido di fare qualche foto.


Salendo sono le rocce che vincono sul bosco. Rocce scure con pochi ciuffi d’erba e di muschio per donargli una livrea verde.


Si arriva a uno strano manufatto idrico, sembra un incrocio tra una torre medioevale e un acquedotto romano.


Il nostro percorso ora prosegue in mezza costa lungo un non larghissimo sentiero. Il posto è incantevole, affascinante.


Si arriva alla diga 


Subito dopo....ahimè finiscono le batterie di macchina fotografica e del GPS. Rammaricato, proseguo ancora salendo fino al ristoro, sono circa 1 ora e 30 di salita, manca ancora 1 km all’inizio della PS. Mentre mangio una fetta di torta, riesco a riesumare il GPS, almeno ho registrato la traccia !!
Per raggiungere la PS1 bisogna seguire uno stretto crinale…..poi c’è la partenza…..ma da dove si scende ? Effettivamente non provare il percorso non aiuta per niente, anzi !! L’unica info che mi hanno dato è “lascia andare la bici”….cazzo che amici !!!
Io arrivo giusto giusto, Alberto e Alessandro in ritardo, effettivamente il tempo di risalita non era così abbondante…diciamo che il tempo era scarso per quelli che hanno fatto del ristoro un banchetto nuziale.
La discesa è flou ma le tante rocce presenti ti tengono sotto pressione dall’inizio alla fine. Qualche passaggio tecnico lo affronto decentemente, purtroppo arrivo in un muro tecnico, vedo una decina di persone che mi guardano pronte con la macchina fotografica…mi cago in mano….scendo a piedi !! Effettivamente il vedere tutta quella gente mi ha messo in agitazione, era un passaggio da fare.
Fa lo stesso…mi passa quello partito dopo di me (1 minuto) e arrivo alla fine della PS con il mal di mani…circa 8 minuti di discesa tutta da guidare !! Da sballo !!
Il trasferimento verso la PS2 è tosto, un sentiero nel bosco in continuo saliscendi e tratti a piedi. Circa 30minuti di duro trasferimento ma arriviamo in anticipo alla partenza delle PS2. Scambio quattro chiacchiere con i ragazzi che partono prima di me…il 65 (io 66) m’indica i punti chiavi della PS e dove passare, dove saltare come fare la temibile scalinata che arriva giusto giusto in piazza. Il ragazzo è solo un nazionale di Enduro, uno che ha domicilio a Sestri, uno che è pagato per scendere con la bici. Ovviamente ho fatto finta di capire tutto quello che mi ha detto, ma sinceramente mi chiedevo se io e lui facciamo lo stesso sport !!
Meno 5….4….3…2…1…tutta la potenza è trasmessa ai pedali, la ruota non riesce a trovare il grip sul sentiero umido, la ruota alza schizzi di fango e la bike scodinzola come una moto da cross !! ecco cosa ho visto quando è partito il 65, sembrava gli avessero sparato !! Mi dicono “sei tu il 66?” rispondo: ”Sì…Scusa”
La seconda PS è più veloce e ci sono tratti da pedalare. Cerco di risparmiare le forze perché mi hanno detto che è facile finire la benzina. Senza grossi errori arrivo alla serpentina finale…la piazza è lì davanti a me…tutti mi guardano….una alla volta mi bevo le 4/5 curve strettissime !!Nessuna figura di M***a, e va già bene così !! Un’altra discesa da sballo



Ok la gara è finita. Il giro è stato stupendo e non è piovuto. Ottima giornata, invece ci sono state altre belle sorprese.
Scambio 4 chiacchiere con i local, mi descrivono il monte Penna e il suo parco come la parte più interessante per l’escursionismo. Monte Penna deriva dal celtico-ligure sede della divinità Penn, chiaro segnale di come la sua vetta è stata usata per riti religiosi visto la sua posizione dominante. Molto interessante !!
Doccia non vicinissimo (ci arrivo in macchina) ma calda e deserta.
Quando comincia a piovere c’è la premiazione….vince il 65…Ronni…e poi tutti a mangiare.
È una specie di palestra, entriamo e troviamo la tavola imbandita di pane patatine acqua vino a richiesta c’è la birra, ci sediamo e in breve arrivano i volontari che ci portano pasta alla matriciana e al pesto (non manca il bis), arrosto con patate al forno (non manca il bis), e torta finale !!!

Fuori piove e torno a casa…..MA TORNO…CAZZO SE TORNO A SANTA MARIA DEL TARO!!!

lunedì 30 aprile 2012

Il grande Week-end di Ciano


Non è per me nuovo, anzi oramai è il mio posto preferito per quando non ho voglia di andare in montagna e/o giretto serale. San Polo e/o ciano d’enza sono lì vicino.

La prova di Enduro di Ciano l’anno scorso non l’ho fatta perché non ero attrezzato, casco e protezioni sono entrati nel mio garage solo da questo inverno, ma detta da tutti quelli che l’hanno  provata è una tappa da non mancare.

Non mi sento di giocare in casa, ma voglio fare bella figura, e quindi già da sabato sono lì per provare le 4 PS.

La mia compagnia  di oggi sono i gemelli di Gualtieri che ancora non hanno il coraggio di fare questo tipo di gare ma le capacità e la voglia di provare questi tipi di percorsi non gli manca….li convincerò prima o poi e sicuramente si divertiranno.

Proviamo la salita, o meglio provo la salita a diverse andature per vedere i tempi di risalita. I gemelli invece si fanno la salita a tutta, praticamente delle ripetute….beata gioventù !! allora la risalita veloce è 15minuti e lenta 20 minuti.

Proviamo le 4 linee alla rinfusa non sapendo quale è la 1 la 2….sono difficili e tutte da guidare, non permettono un attimo di distrazione, ci sono tranelli nascosti i brevi passaggi tecnici. Cadere è probabile, ma l’importante è rialzarsi. I rilanci brevi ma intesi mettono preoccupazione. Mi ricordo che già l’anno scorso provando mi avevano messo in difficoltà le frequenti contropendenze. Praticamente un perfetto mix di difficoltà che rendono le 4 prove ideali per imparare…con la I maiuscola.

Sabato abbiamo fatto 5 risalite, e il gran caldo ci ha portato in piazza a mangiare un buonissimo gelato. Il gelataio è anche un intenditore di MTB, quindi sarà da ora tappa obbligata.



Domenica mattina arrivo presto. Siamo in pochi e si fa presto a fare l’iscrizione. Gentilmente lascio al ragazzo dietro di me il n°1 e io prendo il N°2, prima parto e meglio è.

Faccio una risalita pedalata, sono vari i furgoni che portano i biker all’inizio della PS, io preferisco pedalare.

Provo per primo la PS3, dove ci sono molto contropendenze, ma secondo il mio parere quella più tranquilla.

Arrivato in fondo arriva Fabione, lo aspetto e risaliamo e proviamo la PS4. Nel frattempo arriva anche “il biondo”.

Son quasi le 12.00 e approfittiamo del pantagruellico ristoro….così pesante andrò giù più velocemente.

Devo dire che Alberto del Gravity Game da solo ha organizzato una gran bella gara. L’ambiente è rilassante e non manca nulla.

Ma è ora di andare.

Purtroppo le partenze sono divise a categoria, quindi non parto con Fabione, lo rivedrò solo all’arrivo.

Salgo comunque in compagnia, tante chiacchiere, nuove amicizie, ci si incoraggia a vicenda, il clima che si respira mi piace, e poi niente pioggia….RadioGuastalla dice che da loro diluvia !!

Una volta che parti alla prima PS è una veloce sequenza di risalite e discese che quasi non ti accorgi del tempo che passa. Le faccio bene, anche se mi apsettavo di andare più forte, di trovare più feeling con quel fondo troppo sdruciolevole, ma nessun grave errore, va bene così.

Arrivo bello gasato, posso migliorare, so dove migliorare, serve esperienza, mi farò esperienza, per oggi va bene così…e poi sono anche premiato !!!

Riassumendo torno a casa con una maglietta, 1kg di parmigiano reggiano, 7 etti di burro e soprattutto non ho portato a casa la fame !!

Scherzi a parte oggi è stata una gran bella gara, mancavano solo 2 cose….docce…e parteciapanti, infatti 40 partenti sono troppo pochi per una gara così bella.

Solo Lunedì di riposo, poi ci sarà la 4° tappa dell’emilia enduro cup a Santa Maria del Taro. Mettono pioggia e saremo in alta montagna…non sarà una passeggiata !!