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lunedì 31 dicembre 2012

Buon Compleanno

 
Ci manchi

Il giro del mondo lungo la linea dell'equatore

é dal che tengo un'agenda con segnati gli allenamenti fatti in bici poi anche a piedi e quelli fatti indoor. Negli anni l'ho cambiato e aggiornato per meglio adattarsi allo scopo iniziale per cui è stato creato, cioè incitarmi ad allenarmi.
Non sono caduto nell'errore si conseguire il record di km o ore di allenamento, ma prediligendo pià la qualità che la quantità, comunque vista in un ambito fittness.
Proprio un mesetto fa mi è venuta in mente di controllare quanti km ho percorso in mtb+corsa.
Erano quasi 40.000 peccato non fossero un traguardo più coreografico....dovrò aspettare altri anni per festeggiare i miei primi 50.000km.
Ma poi.....
Quanta è lunga la linea dell'equatore ? praticamente percorrendo la linea dell'equatore, quanti km faresti per tornare al punto di partenza ?
40.075 km...ottimo !!

19 Dicembre 2012 ore 13.00 circa in prossimità del canale Fiuma a Poviglio nel bel mezzo della pianura Padana in una giornata nebbiosa e uggiosa....
HO CONCLUSO IL MIO PRIMO GIRO DEL MONDO
Brindisi a base di Chinotto !!
 
Non funziona del tutto bene lo spruzzo
 
Via...verso i 50.000 !!

venerdì 28 dicembre 2012

Giornate Padane insolite

Ci sono giornate in val Padana dove il vento che scende dalle Alpe Piemontesi si scalda e rende il clima più piacevole.
Ci sono giornate dove questo vento tira insistentemente e pulisce l'aria e la rende limpida
Ci sono giornate dove con questa limpidezza se percorri gli argini del Po riesci a vedere tutto l'arco Alpino fino a che si incontra con l'Appennino e poi vedi tutto l'Appennino che riflette dove è coperto di neve
Ci sono giorni dove questo vento rende il cielo celeste e l'acqua del Po sembra pulita e celeste come non mai e lo stesso vento increspa la superfice che la rende similile ad un piccolo mare

Pultroppo sono pochi questi giorni, ma oggi è
Oggi sono andato in bici lungo gli argini di Po

domenica 23 dicembre 2012

Il BLOC del BLOG


In verità sarebbe il blocco dello scrittore, ma essendo il blog tutto mio mi permetto un giochino di parole.

Considerando che è da Ottobre che devo aggiornarlo, e non lo faccio, e continuo a rimandare, devo ammettere che sono stato colpito da questo blocco.

Il vantaggio è che conosco le cause.

Non trovavo le parole per descrivere il bellissimo week-end in Ottobre. L’ultimo week-end con l’ora legale per me è sempre particolare…l’ultimo con la giornata lunga…quello più autunnale…quello dei colori più esplosivi.

 

Programma esplosivo.

Sabato giro All-mountain a Santa Maria del Taro

Domenica Trekking al lago Santo parmigiano con la Tania.

 

Sabato il ritorno a Santa Marina del Taro

È sicuramente la location che più mi è piaciuta in questo 2012. Avevo in programma di tornarci e ci torniamo nel week-end migliore per i colori e le temperature.

Con il grande Asch riusciamo a tracciare un percorso che allunga l’itinerario che avevo percorso questa primavera e ci sarà il Colonnello con noi….noi 3 è stato quasi il leitmotiv di quest’anno.

Partenza presto la mattina e ritrova all’ingresso del’Autostrada dove troviamo il Melo che si aggiunge al nostro sparuto gruppetto, anche se ritornerà prima a casa.

Il viaggio è lungo, ma arrivando alla fine della valle la stretta gola che conduce a SM del Taro è affascinante. Ovviamente la gola è formata dal fiume Taro.

La cosa che più mi piace del posto è l’ambiente molto diverso da quello conosciuto nel resto dell’appennino emiliano.

Salita tranquilla a passo del Bocco dove la memoria ritorna a quel tristissimo giorno dove la festa del passaggio del giro d’Italia si è trasformata in tragedia con la morte del giovane ciclista belga Weylandt.

Il Melo si ferma a telefonare mentre noi facciamo qualche foto al laghetto lì vicino….Il melo non lo rivedremo più !! Al pomeriggio scopriamo che ha vagato solitario e trovato una bella discesa per SM del Taro si è fermato al ristorante a mangiare funghi fritti e poi è ripartito verso casa in perfetto orario !!! Un mito !!

Dopo si esce dal bosco e il paesaggio è impetuoso, si fa presto a dimenticare una mezzora di dura salita con bici in spalla se dopo ti trovi in un single track in mezza costa super panoramico !!

La prima discesa ci riporta a SM del Taro, niente di che ma tutto meno che brutta o monotona.

Sosta pranzo…panini con nutella !!

Si risale…l’asfalto sì ma traffico zero. E poi quando diventa sterrato è una goduria. Diga con laghetto, torrenti d’acqua, costruzioni per il controllo idrico, gallerie, sentiero panoramico in mezza costa !! cosa manca ? ok…allunghiamo la salita per arrivare al rifugio dove per un paio di Euro ci scoliamo 2litri di Spuma !! Mitici !!

Piccola variante esplorativa poi il percorso comincia a scendere. Grande discesa !!

Un piccolo problema alla bike mi costringe a rentrare velocemente in paese lungo la statale...gli altri 2 sopravvissuti faranno un’altra dura ma corta salita per finire con una gran discesa che finisce in pieno centro a SM del Taro dove io li stavo aspettando bello stravaccato su una panchina !!

Avevo tante aspettative in queso giro….tutte soddidsfatte !!

 

Dominca ancora nel parmigiano…lago Santo.

Ancora partenza a mattina presto.

Il bosco e la giornata sono stupende, quasi caldo.

Dopo la colazione al rifugio Lagoni si comincia con una dura salita, circa 1 ora e davanti a noi il bellissimo lago santo.

La Tania rimane stupita della bellezza del lago e del rifugio che si specchia sulle sue sponde.

Proseguiamo circunavigando il lago, e arrivati sull’altro lato del rifugio riprendiamo a salire. Raggiungere il crinale è un bella faticata, circa 1,5ora dal lago, ma il paesaggio in cresta è strepitoso !!

Proseguiamo lungo la cresta con passaggi anche impegnativi. Sempre favoloso e vario il panorama. Se si guarda verso la pianura padana si vedono nettamente le lingue di quello che una volta erano dei ghiacciai, le creste sono dei denti affilati, dalla’alto vediamo il lago scuro (penso). Guardando verso la Liguria ci sono profondi e ripidissimi dirupi, e la in fondo il mare, il golfo di la Spezia.

La sosta pranzo la facciamo riparandoci dal vento, ma freddo zero !! Rimaniamo in maglietta !!

Ancora un tratto in costa e poi si comincia a scedere verso Capanne di Badignana. Anche qui non mancano pezzi difficili, visto che ci sono almeno 10cm di foglie sotto di noi e in lacuni punti lastre di pietra lisce come una lavagna !! Passare senza scivolare è stato impegnativo.

Non senza fatica arriviamo a Capanne di Badignana. Io adoro questo posto….misterioso e affascinante !!

Il resto del giro è su forestale. Sembra tutto facile. Arriviamo a rifugio Lagdei con vista sui omonimi laghi e poi solo il ritorno verso l’auto. Quello che ho sbagliato è sottvalutare la strada per il ritorno…sranno 4-5 km che dopo le 6 ore di cammino non sono state una pacchia !!

Arriviamo alla macchina alla sera…stanchi e soddisfatti.

Grandioso giro

venerdì 12 ottobre 2012

FastaEpic....chi non lo conosce ?

Correva l'anno 2007...
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Chi mi ama mi segua era il motto della giornata. Cosi ci siamo trovati io, Matteo bonori e il FastaBike.
Ovviamente sono arrivato in ritardo, per perdonarmi mi sono offerto un caffe e ho preso la mia macchina. Non per ultimo per penitenza visto il ritardo non mi sono fatto delle foto (solo una appena alzato). Così siamo arrivati a Febbio un poco tardi. Il giro ?? VOTO 10 !!! Partenza da Febbio, poi boschetto tecnico fino alla strada che da civago porta alla segheria. Il boschetto era ricoperto da foglie, uno strato che non ti permetteva di valutare bene il terreno, quindi è ancora più tecnico del solito. Strada fino in Segheria, con ben panorami verso la vlaae del Dolo perché oramai le piante sono prive di foglie.
Dopo Segheria si prosegue verso il Passo Forbici e poi il Passo Giovarello. Qui il sentiero è un vero letto di foglie, a tratti sembra di essere nella sabbia, molto bello. Al Passo Giovarello prima variante nuova. Si prosegue a piedi proseguendo la cresta della montagna in direzione della croce ben visibile dal Passo. Poi si sugueno i segni bianchi-rossi del CAI. Paesaggio stupendo a 360°, indescrivibile. La seconda parte doveva essere tutta in discesa, invece la discesa molto ma molto bella era intervallata da strappetti e alcuni momenti richiede molta concentrazione perché ci sono tratti esposti. E’ stato impegnativo perché completamente coperto di foglie, penso che se fatto a primavera sia un vero sballo !! Provare per credere. Variante promossa a pieni voti ma solo con il bel tempo, e io eviterei se il terreno è bagnato per via dei tratti esposti. Si arriva quindi al Passo Radici. Salita dura su bitume fino al cartello Lucca, poi a sinistra su strada forestale fino alle Basse di Saltello, tutto con gran panorama sulle alpi Apuane e bosco fiabesco.
Discesa tecnica verso Sant’Anna Pelago, con le foglie molto difficile, e poi prima di Sant’Anna si prosegue a sinistra su una bella forestale immersa in un bosco bellissimo. Anche questa variante per me nuova è stata promossa a pieni voti.
Arrivati sulla statale delle Radici ho proseguito diritti prorpio per evitare la statale stessa. La guida dove avevo preso le notizie diceva che era asfaltata, ma pultroppo è ora asfaltata, ma comunque non trafficata. Dopo una breve discesa, comincia la salita verso Piandelagotti.
Arrivati al paese ancora asfalto in salita per poi entrare nel bosco e quindi proseguire sempre in salita versa San Gimignano, dove dopo un breve tratto asfaltato ricomincia la strada carrabile che porta fino al Passo Giovarello fatto alla mattina. La salita è quindi molto lunga !! E il sole stava già andando dietro ai monti !!
Il percorso prosegue ora nel senso inverso fatto all’andata. Totale 6 ore e 30 !!!
Sono arrivato alla macchina dopo le 17.00 !! Se avessi forato dovevo chiamare il soccorso alpino!!!
Per farlo Sabato prossimo bisogna essere in bici a Febbio per le ore 9.30 massimo.
N.B. La prima parte nel boschetto è di difficile navigazione, il GPS non riceve mai bene.
N.B. I tratti a piedi sono comunque limitati.
N.B. Attenzione ai cacciatori


E poi correva l'anno 2008
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FastaEpic era nato come un bel giro per finire la stagione di giri in alta montagna. L’arrivo delle basse temperature e le giornate più corte fanno che metà Ottobre sia una delle ultimissime date per andare dalle parti del Cusna. Fu un giro mitico (anche perché fatto in completa solitudine) quello del 2007, e complice le temperature miti della scorsa settimana, ho deciso di ripeterlo con piccole varianti…e quasi non riesco ancora a crederci…sono riuscito a migliorare il giro e renderlo uno tra i miei preferiti !! Mio personalissimo parere, ma la ritengo bello quanto Parco dell’Orecchiella.
Dopo Sabato FastaEpic diventerà per me una data fissa….circa a metà Ottobre, chi mi ama mi segua.
Arriva anche il momento di raccontarvi tutta la giornata.
Considerando che eravamo io e il Mitch siamo partiti ovviamente in ritardo, in ogni modo alle 9.20 eravamo al monumento ai caduti a Civago. L’anno scorso ero partito da Febbio (Rescadore, ma il giro diventa più duro, al ritorno essendo sera si vede poco nel boschetto finale e soprattutto volevo finire con la discesa che passa al rifugio San Leonardo).
Partenza dal monumento e ORRORE!!! BITUME.
E’ la regola per asfaltare le strade in un parco nazionale, farlo di nascosto, ma non preoccupatevi (per ora) sono stati asfaltati solo 150 metri.
Il bosco dell’abetina reale in Ottobre è il mio posto ideale, diventa ancora più affascinante quando tra i rami spogli s’intravede la valle del Dolo, cosa sempre preclusa durante l’anno dal rigoglioso fogliame. Il sentiero non è ancora coperto totalmente dalle foglie, così l’andatura è stato meno faticosa dell’anno scorso. Velocemente passiamo il rifugio segheria, il passo Forbici e arriviamo al Giovarello. Non male, è già passata un’ora e mezza.
Il passo Giovarello per me è uno dei posti più belli (forse il più bello) dell’Appennino, inutile descriverlo, se non mi capite ho solo un consiglio, andateci. Al passo abbiamo proseguito seguendo la cresta della montagna, volgarmente abbiamo giriato a destra, la bicicletta è un peso ingombrante in questo frangente, ma il panorama è a 360°…una meraviglia.
Se pensi di essere in un posto sconosciuto al resto del mondo, ti sbagli di grosso, quasi al culmine della salita abbiamo visto una ragazza che di corsa veniva verso di noi…minkia ke forza !!! Poi neanche tanto male !! Complimenti veramente sia per la prestazione fisica che per il fisico… Minkia mi si è ingrifato il Mitch !!!
Ovviamente se arriviamo al culmine vuole dire che dopo si scende…ke bella discesa….provare per credere…continui cambi di pendenza e breve salite, curve ampio raggio e curve più strette. Bello.
Arrivati in prossimità del passo Radici c’è da percorrere una stradaccia dove fervono già i lavori per la stagione invernale, sci ovviamente.
Al passo non ci siamo fermiati perché troppo presto (3 ore sono passate dalla partenza) e proseguiamo su bitume (breve 2-3 km) fin quasi a San Pellegrino. La salita è tosta e il mio stomaco non ne voleva più sapere di orari, è giunta ora di una piccola sosta. Così, arrivati al cartello Lucca svoltiamo su strada forestale a sinistra e decidiamo di fermarci nel punto panoramico. E’ la strada usata dai pellegrini per il loro cammino, strada di scambi commerciali e di incontri. Anche noi facciamo i nostri incontri.
Proprio dove decidiamo di fermarci c’era un anziano intento a disseppellire una moneta da sotto terra. E’ stato il suo metal-detector a trovarla. Ho il piacere anche di tenerla in mano, e di provare a vedere, attraverso il segno dei tempi, di che moneta si trattasse. Era un 2 centesimi del tempo del regno d’Italia…in sostanza una moneta di 100 anni. Nel mio immaginario io stavo mangiando il mio snack nel medesimo punto dove 100 or sono un pellegrino era in procinto di consumare il suo misero pasto, prima di proseguire il cammino verso Roma, oppure ero lì dove 100 anni fa un abitante del luogo vendeva i suo formaggi ai viandanti….quanto mi piace quel posto…oggi ancora di più.
Trafficato lo è ancora, infatti arriva anche una guida da non so dove con due turisti e ci mettiamo a chiacchierare con loro. Sono 3 giorni che fanno trekking tra Toscana e Liguria.
Il bosco che viene successivamente attraversato dal nostro cammino, è un posto molto simile a quelli delle fiabe che ho sempre immaginato. Siamo sullo spartiacque tra Toscana ed Emilia…se l’acqua cade a sinistra arriverà al secchia, Po, poi al mediterraneo…se l’acqua cade a destra arriverà al Serchio e poi sfocerà nel Tirreno.
Sono sali-scendi piacevoli prima di una lunga discesa impegnativa, per via dei sassi grossi e instabili, che ci ha portato in prossimità di Sant’Anna Pelago.
Le piste da sci di fondo ci hanno condotto, ancora attraverso il bosco, alla statale delle Radici.
Attraversata questa si prosegue su bitume, prima in discesa poi in salita. La discesa è piacevole, perché mentre si scende si può ammirare il panorama sulla valle del Dragone. La discesa finisce proprio sul ponte di tale Torrente…acque limpide da permetterci di vedere una trota nuotarci. La salita ci permette di ammirare bene il Sasso del Corvo, una grandissima roccia molto maestosa con un colore e dei riflessi che la rendono inquietante.
Arrivati a Piandelagotti ancora poco asfalto (sono un totale di 8km di strada senza traffico) e poi si rientra nel bosco, qualche strappo e siamo a Prati Fiorentini, si prosegue per San Gimignano e poi ancora per il Giovarello.
Arrivati al passo il gioco è fatto, ora solo discesa. Intanto siamo a 5,5 ore dopo la partenza.
Scendiamo velocemente al Forbici sulla medesima strada fatta all’andata, ma prima di arrivare alla Segheria ecco che a destra compare come una visione, un nuovo sentiero, un cartello celeste indica San Leonardo (e non San Lorenzo come l’ho chiamato tutto il giorno!!), invitante troppo per uno che non resiste alle tentazioni, e poi ero convinto che fosse un bel sentiero da fare.
Volete sapere come è?
Fatelo e basta.
Ok manca da raccontarvi delle due chiacchiere che abbiamo fatto con i ragazzi che hanno okkupato il San Leonardo per farsi un week-end grigliata vino e aria buona e arriviamo alla macchina.
6,5 ore non male.

lunedì 8 ottobre 2012

AM Monte Tondo

AM è la parola giusta per descrivere questa piccola grande avventura.
All Mountain…tutta montagna….salite…discese…a piedi..sui pedali…rifugi zero…panorami da urlo, ma ciclabilità limitata.
Perché farlo ??
Semplicemente per scoprire posti nuovi, testare sentieri mai provati, subire il fascino dell’esplorazione, soffrire e resistere, godere dei profumi e colori che solo l’autunno in alta montagna può regalare.
Ligonchio è la base di partenza, per la precisione Laghi nel campo da calcio dove c’è anche una fontana.
Artefice del giro FabioAsch, in nostra compagnia l’innominabile.
Ore 9.15 si parte sui pedali e l’aria fresca del mattino non raggiunge i 10°.
Prima tappa è rifugio Rio Re dove troviamo inaspettatamente un elevato numero di macchine che si sono inoltrate su questa carraia per andare a funghi. Di solito è un posto desolato, invece oggi pullula di gente, cacciatori e fungaioli, qualche escursionista come d'altronde lo siamo noi.
Dopo il rifugio si comincia a spingere. Qui era previsto, ma comunque già mi rendo conto che il mio stato di forma non è dei migliori e si preannuncia una giornata dura.
Saliti sul crinale l’ambiente circostante è splendido, io continua a seguire i miei compari cercando di risparmiarmi (non mi fido di loro !! Oggi mi faranno morire !!). Dopo un breve ma divertente discesa risaliamo un poco e arriviamo a Passo Pradarena. Il rifugio, il Caval Bianco.
 

 
Come al solito è stupendo…non l’ho mai visto con la neve…chissà se in futuro…
Qui decidiamo il giro. Finora tutto è ok. Mentre mangiamo decidiamo di fare la parte incognita visto che la bella giornata perché non approfittare ?
Partiamo verso il Cerreto ma poco dopo deviamo sulla sx per scendere sul versante Toscano.
Procediamo con fatica. Frequenti sono gli strappi molto dei quali da fare a spinta.
 

 
Alcuni li facciamo in bike (almeno in parte), altri tratti il sentiero è stretto e scavato che difficilmente riusciamo a pedalare visto che le pedivelli toccano il terreno o gli arbusti. Procediamo con lentezza e sprecando tante energie. L’ambiente circostanze è però molto bello.
 
 
Ci accompagnano dei cavalli

 
E la luna
 
Non manca la sosta pranzo
Procediamo molto lentamente fino ad arrivare alla discesa in prossimità del monte Tondo che si preannuncia bella.
La discesa è più bella del previsto. La prima parte si corre su un letto di foglie, con drop naturali, alcuni tornantini stretti ma la bici derapa facilmente sul letto di foglie. La seconda parte cambia deciamente il ritmo diventando molto rock and roll.
Abbiamo perso tutto il dislivello fatto finora.
Risaliamo per 8km su forestale. Salita tranquilla ma oramai è pomeriggio e le forze cominciano a diradarsi. Appena prima del rifugio (Rifugio monte Tondo) si apre una specie di balcone sulla Garfagnana. Spettacolo.

 
Il rifugio è pultroppo chiuso.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Mangiamo tutto ciò che è negli zaini ed è commestibile, almeno in apparenza. Io mangio 3 barrette ai cereali. Una barreta era oramai scolorita…forse era nello zaino dall’anno scorso…forse era la cosidetta razione Kappa, la scorta da utilizzare in caso di emergenza, ma ho troppa fame.
Ripartiamo su una ripida rampa così che in 10min abbiamo sprecato tutta l’energia recuperata durante la sosta al rifugio. Ancora porting e torniamo sul sentiero fatto precedentemente.
Ora seguiamo il sentiero al contrario. In questo senso è molto più pedalabile. La vista tutt’attorno è ancora spettacolo. Arrivati in prossimità del Passo Pradarena…il fattaccio !!
Il fattaccio !!
Asch preso da una crisi di astinenza da bike dovuta a una trasferta lavorativa, con l’inganno ci consiglia di percorre il 645 e poi il 609 in direzione di Vagli.
Era molto meglio proseguire per Pradarena e accontentarci di una discesa banale, invece questa nuova eplorazione ci regala una frana difficilmente aggirabile….una marcatura sentiero non ottimale…un errore nostro di sentiero…alcuni tratti ripidi da fare a piedi…discese troppo tecniche visto che abbiamo le forze ridutte al lumicino.
Parte da parte mia l’incazzatura visto che ho un impegno per cena e difficilmente sarò a casa per tempo.
Cercando di rimanere lucidi proseguiamo. Ritroviamo il sentiero, camminiamo senza lamentarci, pedaliamo il più regolarmente possbile, in parole povere non ci facciamo prendere dal panico e limitiamo i danni.
Ore 18.50 siamo alla macchina, e facciamo subito pace.
46 km 2100m di dislivello in 7ore + 2 di sosta…non male per 3 non in forma !!
Sono cose che capitano….daltronde il fascino dell’esplorazione include anche una buona di imprevisti, e forse è proprio questo che andiamo noi a sfidare.
Stanchi morti arriviamo a casa.
La cena ?
45minuti di ritardo !! Tutti mi hanno compatito….e il bello che solo a guardarmi hanno capito che l’imprevisto è stato un problema in bici !!
Da ricordare i panorami
 
Da ricordare i profumi
 
Da ricordare tutti i funghi rossi con i puntini bianchi visti oggi (alcuni grossi com dei piatti)
Da dimenticare il ritardo
Non dai….bellissima giornata !!

Enduro Castel del Rio

Ancora una volta rispondo al richiamo di una bella escursione on bike sulle colline romagnole. Questa volta trattasi di gara enduro, e le aspettative sono tante, visto che tutte le volte che sono state da quelle parti ho sempre trovato discese belle toste e panorami appaganti.
Per la prima volta li affronterò con una tabella attaccata al manubrio, ma stranamente riesco a controllare la mia solita agitazione, sarà forse che sono conscio dei miei grossi limiti e quindi accetterò qualsiasi risultato.
Compagno di questa avventura è il mitico Fabione e poi in loco incontreremo Carlo da Torino.
Viaggio tranquillo, autostrada fino a Imola poi su costeggiando il Santerno.
Sono evidenti i segni della F1 (della sua storia) e onnipresente anche il n°58…grande SIC
Appena arrivati è evidente il clima accogliente e amichevole che ci accompagnerà tutto il giorno.
Facce nuove, poche facce conosciute che non mancano di salutarmi…bella lì !! Dagli del gas !!
Riesco a partire assieme a Fabione e Carlo…solo 2minuti da recuperare, e ci spariamo la salita assieme. Carlo mi dispensa di consigli, Carlo ne sa un sacco !!
Non c’è caldo ma l’umidità è pazzesca, si suda con in Agosto. Nella parte bassa c’è pure nebbia.
La lunga salita termina con un tratto off-road ma rimane tutta nel bosco. Nella parte alta c’è il sole e un cielo limpido.
Solo in uno spiazzo il bosco sia apre la visuale e…meraviglia delle meraviglie..sotto di noi un mare di nuvole !!
Matteo ricordati:
Mai senza macchina fotografica…anche in gara !!
I tempi di risalita sono buoni. Riusciamo a riposarci bene prima della partenza della PS1.
Parto deciso, tranquillo e bello carico.
La PS1 è veloce, asciutta e bisogna lasciare andare. Mi trovo bene anche se è la prima volta che la percorro, come d'altronde saranno anche le 2 successive. Potevo fare meglio ma senza errori pacchiani e superando il concorrente che è partito 30sec prima di me posso ritenermi soddisfatto.
Il nuovo assetto della bike funziona. Posso ancora migliorarlo.
La seconda risalita è la stessa di prima. Solo nella parte alta si tiene la destra. Stavolta l’umidità è anche peggio, la salita è più dura, mi bruciano gli occhi dal sudare e si respira poco ossigeno. Stavolta la nebbia ci accompagna fino alla fine della salita, anzi, salendo si intensifica, così alla partenza della PS2 ci troviamo in un bosco di abeti molto fitto a tal punto da non fare passare la luce e nebbia fitta. Sembriamo un mandria di anime in pena che vagano in un girone dantesco.
Qui c’è preoccupazione per tutti. Zero visuale soprattutto nella prima parte dovre ci sarà da fare una stretto slalom tra le piante, e soprattutto questo lato della montagna è bagnato !!
Riusciamo a riposare bene, e così velocemente arriva la partenza di PS2…il “Pistino Masao”
Nella prima parte sono molto lento…procedo a tentoni cercando di trovare la traccia fra il fettucciato che per fortuna è arancione. Poi la nebbia cala, aumenta la velocità ma anche il bagnato. Non è un vero fango, piuttosto un base viscida su cui fare scorre la bike.
Arrivo al primo salto, non conoscendolo lo aggiro e SBAM mi si chiude il manubrio !! era meglio saltare !!
mi alzo proseguo senza farmi troppi problemi. 2/3 curve e arriva un tratto ripido…sono forse agitato e SBAM mi si chiude nuovamente il manubrio.
Mi alzo proseguo senza farmi troppi problemi…troppo frenato ma arrivo alla fine.
Non mi sono piaciuto nella PS2…dovevo crederci di più, con meno paura non sarei nemmeno caduto. Però quanto è bello il “Pistino Masao” !!
Veloce trasferimento e ci ricompattiamo con Fabione e Carlo all’inizio della PS3… la DH !! il mio vero spauracchio.
Sono stanco ma non troppo…posso fare ancora la mia gara e recuperare.
Parto tutto sommato tranquillo…qui le difficoltà tecniche ci sono….2 punti troppo difficili per me…in altri ci arrivo molto indeciso…tanti saliti ma io li aggiro perdendo tempo. Sicuramente qui patisco il fatto che è la prima volta che percorro questa discesa….non mi sono piaciuto, ho subito il percorso.
MA MI SONO DIVERTITO TANTO
Senza se ne ma…conoscere questa PS era indispensabile
Anche oggi penso di aver imparato e a tratti ho visto netti miglioramenti.
Sono molto contento anche nel vedere Fabione sempre più competitivo, infatti il livello agonistico in Romagna è elevato, e nonostante ciò ha raggiunto il podio. Complimenti Fabione
A livello agonistico la mia presatazione non è stata felice. Anche se mediamente soddisfatto ritrovarsi in seconda pagina tra gli ultimi non fa piacere….ma non sarà sempre così !!
Mi piacerebbe seguire altre tappe di questo trofeo Romagnolo, se non le rimanenti del 2012 farne tante nel 2013
Vedremo