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martedì 15 maggio 2012

Una bella storia

2 Week-end per provare la gara di Monte Duro, 2 gran sfaticate senza fare ne fondo ne km. È allenamento anche questo, certo, ma non il mio preferito, non dove provo le mie maggiori soddisfazioni.
Poi il giorno della gara c’è un clima infernale, vento e acqua e il percorso decisamente Hard fa sì che salti la gara !!
Praticamente ho soltanto voglia di fare una bella uscita lunga e magari in posti nuovi, il mese “intenso” di gare enduro è finito.
Tirando le somme di questo mese “race” direi che il mondo dell’enduro mi piace molto e avrà un mio seguito, continuerò ad attrezzarmi, metto in programma di fare altre gare dopo Agosto…e fare sul serio solo nel 2013 con il mio debutto in una prova del Superenduro PRO.
Ma basta parlare di gare e di programmi, ora è il momento di raccontare una bella storia.

UNA BELLA STORIA
Luglio 2011 ero nei monti Sibillini insieme ai ragazzi del MTB Tagliantino, stavamo facendo un tuor in MTB di 3 giorni in bike e quel giorno era la seconda tappa.
Si partiva dal rifugio Perugia in prossimità di Castelluccio di Norcia e si arrivava a Montefortino in provincia di Fermo.
La tappa doveva essere la più spettacolare del giro. Dopo la bellissima Castelluccio si saliva in quota oltre i 2000m e il paesaggio si apriva a 360°. Successivamente si scendeva  nell’orrido dell’Infernaccio, una strettissima gola scavata dal torrente Tenna. Doveva….appunto
Quel giorno il clima era infame, la nebbia mista pioggia ci accompagnò per tutto il giorno appena lasciammo Castelluccio. In quota la visibilità era limitata e faceva un grande freddo. Arrivati all’Infernaccio la nebbia si trasformò in acqua torrenziale e la stretta gola diventò un gigantesco imbuto dove i monti sovrastanti scaricavano tutta la l’acqua che avevano raccolto. La pioggia era così’ insistente che più di una volta ho dovuto asciugare lo schermo del mio GPS perché l’acqua impediva di vedere bene la traccia da seguire.
Il fascino della gola non era scalfito, ma la sistuazione era decisamente critica.
Proprio in prossimità dell’uscita della gola (un ponte naturale formatosi con la neve) mi accorgo di aver smarrito il GPS. Inutile tornare sui miei passi, inoltre avevamo voglia solo di arrivare alla fine tappa.
Il valore del GPS era limitato visto che era datato, ma quel rudimentale strumento mi aveva accompagnato in mille e oltre posti, senza limitarmi, e per questo io ero a lui affezionato. Ultima speranza era che un buon samaritano lo travasse, lo accendesse e dalla lettura dell’home page leggesse il mio numero di cellulare (ottima la mia idea) e mi chiamasse…..sperare…sperare.

Dicembre 2011
Come ogni inverno si approfitta di un pomeriggio per riordinare tutto il materiale della MTB.
Mi torna in mano il supporto del mio GPS smarrito. Oramai sono passati mese, e adesso nell’orrido ci saranno metri di neve (come un imbuto le montagne adiacenti scaricano la neve nella gola dove non batte mai il sole. Si accumulano così metri di nevi. L’acqua scaverò delle caverne per scorrere a valle e solo in estate inoltrata l’orrido sarà sgomberato totalmente dalla neve). Forse è stato trovato, forse no, ma oramai le speranze di ritrovare il mio Garmin sono svanite e già ho un nuovo più funzionale GPS installato sul manubrio.
Prendo il supporto e lo butto.

Fine Marzo 2012
È la settimana che precede l’Airon bike.
Durante la pausa pranzo mi arriva una chiamata da un numero sconosciuto. È normale durante questa settimana caotica ricevere telefonate da numeri sconosciuti visto che faccio parte dell’organizzazione.
Fatico a capire chi sia. Mi aspetto una chiamata di uno del Team, di uno sponsor, della protezone civile etc…”Scusa, ma tu da Ancona cosa mi stai chiedendo ? Devi venire alla gara?”
“che gara ? No no Ho ritrovato il tuo GPS !!”
“Guarda è impossibile…..l’ho perso l’anno scorso a Luglio !!”
“sì hai ragione l’ho ritrovato ad Agosto, ma non si accendeva. Solo adesso sono riuscito ad aggiustarlo e a vedere il tuo numero di cellulare”
 È tutto vero, d’altronde come poteva chiamarmi senza prima averlo acceso ?
Non finisco di ringraziarlo, la telefonata mi ha spiazzato, lui continua a chiedermi l’indirizzo per spedirmelo.
L’insistenza del ragazzo è imbarazzante. Già è stato così buono da chiamarmi, adesso vuole accollarsi le spese di spedizione senza neppure dubitare che venissero rimborsate, lui è convinto che al di la del telefono c’è una persona altrettanto onesta come lui.
È molto bello tutto questo, soprattutto per uno come me che non ha fiducia nel prossimo ma spesso si impegna per aiutare i pochi meritevoli (e continuo a ripetermi che ci devono essere…per forza ci devono essere) presenti nella nostra cinica società. Ora ne ho incontrato uno…un altro.
Riesco a farlo desistere….”guarda mi hai trovato in un periodo incasinato….ti faccio sapere come e dove spedirmelo.”
Sembra finita lì, invece no.

Mi viene un’idea.  
Voglio ringraziare in buon samaritano. Preparo un pacco da spedirgli. Una punta di Parmiggiano-Reggiano, una busta con 20Euro per spedirmi il GPS e una lettera con i miei ringraziamenti.

Dopo pochi giorni arriva il mio vecchio e malconcio Garmin.
Oltre al pacco una busta con scritto (a mano) “Grazie del formaggio è molto gradito….hai ragione, è sempre più difficile trovare gente onesta al mondo, ma visto che noi lo siamo perché non farlo fino in fondo ?? 20 euro sono troppi….bastavano 10” e ecco la banconota da 10 euro.

Se pensi che al mondo non ci siano persone che meritano la tua solidarietà stai sbagliando.
Forse sono pochi coloro che la meritano ma se tu non fai solidarietà loro non la riceveranno, non importa se la riceveranno anche i non meritevoli.

mercoledì 2 maggio 2012

Alta valle del Taro perché non ti conoscevo?

Le previsioni meteo non erano per niente incoraggianti, ma ho comunque deciso di andare e di esplorare quella zona che mi hanno detto “è bella, e a te piacerà”.
Parto la mattina presto con nebbia in pianura. Quando raggiungo l’autostrada svanisce ma rimane nuvoloso, fino a Borgotaro, dove esco dall’autostrada. Fino a Bedonia la strada l’ho già fatta, diciamo che la conosco. Il Taro in quella zona ha formato una valle larga e la bella strada corre rasentando il fiume celeste limpidissimo. Dopo Bedonia la valle si stringe e il torrente diventa tortuoso e si fa strada in mezzo a grandi rocce, sembra il percorso adatta a fare rafting, invece è il paradiso dei pescatori, presenti in gran numero.
La lotta degli elementi….Il bosco…l’acqua ….la roccia.
Veramente una bella valle con scorci incantevoli. Pian piano arrivo a Santa Maria del Taro piccolo paese bagnato dal Taro e dal torrente Incisa suo affluente.



Proprio in paese c’è un ponte medioevale che attira la mia attenzione, scoprio dopo che si chiama ponte dei Priori.






L’acqua è limpidissima il posto mi piace da subito, manca solo il sole ma non piove e va bene così.
Parcheggio, giro il paese per scattare foto, caffe e iscrizione, quattro chiacchiere ed è già ora di prepararsi.
Dopo le 10 parte la mia gara. La prima salita è lunga la stretta valle del torrente Incisa verso il monte Penna. La strada è deserta e la gola è bella, decido di fare qualche foto.


Salendo sono le rocce che vincono sul bosco. Rocce scure con pochi ciuffi d’erba e di muschio per donargli una livrea verde.


Si arriva a uno strano manufatto idrico, sembra un incrocio tra una torre medioevale e un acquedotto romano.


Il nostro percorso ora prosegue in mezza costa lungo un non larghissimo sentiero. Il posto è incantevole, affascinante.


Si arriva alla diga 


Subito dopo....ahimè finiscono le batterie di macchina fotografica e del GPS. Rammaricato, proseguo ancora salendo fino al ristoro, sono circa 1 ora e 30 di salita, manca ancora 1 km all’inizio della PS. Mentre mangio una fetta di torta, riesco a riesumare il GPS, almeno ho registrato la traccia !!
Per raggiungere la PS1 bisogna seguire uno stretto crinale…..poi c’è la partenza…..ma da dove si scende ? Effettivamente non provare il percorso non aiuta per niente, anzi !! L’unica info che mi hanno dato è “lascia andare la bici”….cazzo che amici !!!
Io arrivo giusto giusto, Alberto e Alessandro in ritardo, effettivamente il tempo di risalita non era così abbondante…diciamo che il tempo era scarso per quelli che hanno fatto del ristoro un banchetto nuziale.
La discesa è flou ma le tante rocce presenti ti tengono sotto pressione dall’inizio alla fine. Qualche passaggio tecnico lo affronto decentemente, purtroppo arrivo in un muro tecnico, vedo una decina di persone che mi guardano pronte con la macchina fotografica…mi cago in mano….scendo a piedi !! Effettivamente il vedere tutta quella gente mi ha messo in agitazione, era un passaggio da fare.
Fa lo stesso…mi passa quello partito dopo di me (1 minuto) e arrivo alla fine della PS con il mal di mani…circa 8 minuti di discesa tutta da guidare !! Da sballo !!
Il trasferimento verso la PS2 è tosto, un sentiero nel bosco in continuo saliscendi e tratti a piedi. Circa 30minuti di duro trasferimento ma arriviamo in anticipo alla partenza delle PS2. Scambio quattro chiacchiere con i ragazzi che partono prima di me…il 65 (io 66) m’indica i punti chiavi della PS e dove passare, dove saltare come fare la temibile scalinata che arriva giusto giusto in piazza. Il ragazzo è solo un nazionale di Enduro, uno che ha domicilio a Sestri, uno che è pagato per scendere con la bici. Ovviamente ho fatto finta di capire tutto quello che mi ha detto, ma sinceramente mi chiedevo se io e lui facciamo lo stesso sport !!
Meno 5….4….3…2…1…tutta la potenza è trasmessa ai pedali, la ruota non riesce a trovare il grip sul sentiero umido, la ruota alza schizzi di fango e la bike scodinzola come una moto da cross !! ecco cosa ho visto quando è partito il 65, sembrava gli avessero sparato !! Mi dicono “sei tu il 66?” rispondo: ”Sì…Scusa”
La seconda PS è più veloce e ci sono tratti da pedalare. Cerco di risparmiare le forze perché mi hanno detto che è facile finire la benzina. Senza grossi errori arrivo alla serpentina finale…la piazza è lì davanti a me…tutti mi guardano….una alla volta mi bevo le 4/5 curve strettissime !!Nessuna figura di M***a, e va già bene così !! Un’altra discesa da sballo



Ok la gara è finita. Il giro è stato stupendo e non è piovuto. Ottima giornata, invece ci sono state altre belle sorprese.
Scambio 4 chiacchiere con i local, mi descrivono il monte Penna e il suo parco come la parte più interessante per l’escursionismo. Monte Penna deriva dal celtico-ligure sede della divinità Penn, chiaro segnale di come la sua vetta è stata usata per riti religiosi visto la sua posizione dominante. Molto interessante !!
Doccia non vicinissimo (ci arrivo in macchina) ma calda e deserta.
Quando comincia a piovere c’è la premiazione….vince il 65…Ronni…e poi tutti a mangiare.
È una specie di palestra, entriamo e troviamo la tavola imbandita di pane patatine acqua vino a richiesta c’è la birra, ci sediamo e in breve arrivano i volontari che ci portano pasta alla matriciana e al pesto (non manca il bis), arrosto con patate al forno (non manca il bis), e torta finale !!!

Fuori piove e torno a casa…..MA TORNO…CAZZO SE TORNO A SANTA MARIA DEL TARO!!!

lunedì 30 aprile 2012

Il grande Week-end di Ciano


Non è per me nuovo, anzi oramai è il mio posto preferito per quando non ho voglia di andare in montagna e/o giretto serale. San Polo e/o ciano d’enza sono lì vicino.

La prova di Enduro di Ciano l’anno scorso non l’ho fatta perché non ero attrezzato, casco e protezioni sono entrati nel mio garage solo da questo inverno, ma detta da tutti quelli che l’hanno  provata è una tappa da non mancare.

Non mi sento di giocare in casa, ma voglio fare bella figura, e quindi già da sabato sono lì per provare le 4 PS.

La mia compagnia  di oggi sono i gemelli di Gualtieri che ancora non hanno il coraggio di fare questo tipo di gare ma le capacità e la voglia di provare questi tipi di percorsi non gli manca….li convincerò prima o poi e sicuramente si divertiranno.

Proviamo la salita, o meglio provo la salita a diverse andature per vedere i tempi di risalita. I gemelli invece si fanno la salita a tutta, praticamente delle ripetute….beata gioventù !! allora la risalita veloce è 15minuti e lenta 20 minuti.

Proviamo le 4 linee alla rinfusa non sapendo quale è la 1 la 2….sono difficili e tutte da guidare, non permettono un attimo di distrazione, ci sono tranelli nascosti i brevi passaggi tecnici. Cadere è probabile, ma l’importante è rialzarsi. I rilanci brevi ma intesi mettono preoccupazione. Mi ricordo che già l’anno scorso provando mi avevano messo in difficoltà le frequenti contropendenze. Praticamente un perfetto mix di difficoltà che rendono le 4 prove ideali per imparare…con la I maiuscola.

Sabato abbiamo fatto 5 risalite, e il gran caldo ci ha portato in piazza a mangiare un buonissimo gelato. Il gelataio è anche un intenditore di MTB, quindi sarà da ora tappa obbligata.



Domenica mattina arrivo presto. Siamo in pochi e si fa presto a fare l’iscrizione. Gentilmente lascio al ragazzo dietro di me il n°1 e io prendo il N°2, prima parto e meglio è.

Faccio una risalita pedalata, sono vari i furgoni che portano i biker all’inizio della PS, io preferisco pedalare.

Provo per primo la PS3, dove ci sono molto contropendenze, ma secondo il mio parere quella più tranquilla.

Arrivato in fondo arriva Fabione, lo aspetto e risaliamo e proviamo la PS4. Nel frattempo arriva anche “il biondo”.

Son quasi le 12.00 e approfittiamo del pantagruellico ristoro….così pesante andrò giù più velocemente.

Devo dire che Alberto del Gravity Game da solo ha organizzato una gran bella gara. L’ambiente è rilassante e non manca nulla.

Ma è ora di andare.

Purtroppo le partenze sono divise a categoria, quindi non parto con Fabione, lo rivedrò solo all’arrivo.

Salgo comunque in compagnia, tante chiacchiere, nuove amicizie, ci si incoraggia a vicenda, il clima che si respira mi piace, e poi niente pioggia….RadioGuastalla dice che da loro diluvia !!

Una volta che parti alla prima PS è una veloce sequenza di risalite e discese che quasi non ti accorgi del tempo che passa. Le faccio bene, anche se mi apsettavo di andare più forte, di trovare più feeling con quel fondo troppo sdruciolevole, ma nessun grave errore, va bene così.

Arrivo bello gasato, posso migliorare, so dove migliorare, serve esperienza, mi farò esperienza, per oggi va bene così…e poi sono anche premiato !!!

Riassumendo torno a casa con una maglietta, 1kg di parmigiano reggiano, 7 etti di burro e soprattutto non ho portato a casa la fame !!

Scherzi a parte oggi è stata una gran bella gara, mancavano solo 2 cose….docce…e parteciapanti, infatti 40 partenti sono troppo pochi per una gara così bella.

Solo Lunedì di riposo, poi ci sarà la 4° tappa dell’emilia enduro cup a Santa Maria del Taro. Mettono pioggia e saremo in alta montagna…non sarà una passeggiata !!

venerdì 27 aprile 2012

Domenica mattina il cielo era terso

Domenica mattina il cielo era terso, sole !! finalmente, ma non mi aspetto che il terreno a Schia sia asciutto.
Parto da solo, o è meglio dire assieme al mio fidato (fino a oggi) Garmin.
Non sono mai stato a Schia e so solo che devo andare oltre a Langhirano. Il mio garmin si diverte a farmi fare strade dimenticate da tutti, incontro più caprioli (4) che macchine. Non so come arrivo a Schia dove tira un vento forte e freddo 6°. Zero indicazione sul punto di ritrovo della tappa dell’Emilia Enduro Cup, devo scendere per vedere la mappa degli impianti sciistici di Schia per capire che devo proseguire ancora un poco. Arrivo al ritrovo dove i pochi presenti stanno montando il gazebo e il resto per le iscrizioni. La funivia è ancora spenta. Velocemente mi preparo e parto pedalando per la prima risalita, con la compagnia della mia fidata macchina fotografica. Salgo lentamente per gustarmi il posto in solitaria. Bella la montagna e il bosco. Tanti sentieri con tabelle per futuri giri MTB.




Si apre il panorma, dove si svolgeranno le 2 PS


anche in direzione pianura



Incontro anche la neve in quota.


Salendo aumenta il vento, mi piace ascoltarlo che piega e passa tra i rami, fa freddo. Tra il fango (neve sciolta da poco) e il vento laterale si fa fatica a proseguire.

Arrivo all’arrivo della funivia che lentamente porta i primi biker.




Arrivo all’arrivo della funivia che lentamente porta i primi biker.
Mi vesto e seguo il primo biker che passa. Scopro dopo di aver fatto la linea DH, un poco fangosa all’inizio ma poi piacevole e tutta da guidare nel bosco.
Adesso prendo la funivia, assieme agli amici del Gravity Games saliamo e rifacciamo la DH.
Risaliamo e adesso facciamo la prima PS, e poi ancora su e rifaccio la PS1.
Sono già le 11.30, mangio qualcosa e aspetto la mia partenza, 13.02
Il sole sparisce e il freddo aumenta. In macchina non posso salire visto che sono già infangato, quindi mi rifugio nel baule capiente del Caddy. Ma che freddo !!
Finalmente si parte, si pedala e ci si scalda.
Saliamo in piccoli gruppi…4 chiacchiere…la salita non è dura, il vento continua ma adesso c’è il sole.
Arrivato in alto ci ritroviamo tutti alla partenza della PS1 in anticipo e tutti coricati sull’erba per ripararci dal vento.
5…4…3..2..1..via
Subito 100metri in salita, poi un breve ripidone, un pratone…primo errore…una S nel bosco..un pratone troppo veloce per me…un salitone e mi ritrovo fuori, la fettuccia davanti….K@**O…piede a terra…ma riparto…il resto non va male. Tutto sommato va bene, sono stato più veloce di quello che mi aspettassi., però dovrei pedalare anche in discesa come fanno gli altri…migliorerò.
Svestizione
Riparto. Ora c’è il sole.
Si risale e fa piacevolmente caldo. La stessa salita, però adesso usufruisco delle 2 mega fontane lungo lo sterrato.Ancora vento, ma si capisce che il terreno si è asciugato molto.
Sono ancora in anticipo. Mi rilasso al sole.
5…4…3..2…1..via
Scendo veloce. Nel pezzo in velocità faccio un altro errore. Quello che parte dopo di me (30 secondi) mi passa, lo seguo. Non si allontana più di tanto. Provo a pedalare ma faccio fatica, preferisco non commettere altri errori. Evito il drop  (non me la sento) e me ne rammarico. In tutta sicurezza e senza giocarmi neanche un Jolly arrivo al traguardo.
Tutto sommato sono contento. Ho guidato bene, molto bene. Devo esser più veloce, pedalare di più, devo ancora prendere coscienza della mia guadagnata sicurezza, ma c’è tempo. L’importante è imparare e divertirsi.
Visto che non è presto decido di fermarmi qui, carico bici e panni sporchi e vado al pasta party. Purtroppo ci fanno aspettare per la pasta….l’avessi saputo avrei fatto un’altra run con la funivia o ancora meglio un’altra salita pedalata e fotografata.
Però sono molto soddisfatto
Il posto merita, sia con la funivia funzionante che no. Tanti e tanti sono i sentieri e le indicazioni dei “Gran giro in MTB” arancioni e gialle. Le 2 discese sono bellissime, per la gara avrei preferito fossero state 3, un’altra risalita ci stava tutta. Riguardo la gara mancava solo il lavaggio bici (una misera canna) e le docce. La gara merita veramente, basta poco per renderla imperdibile. Una terza nuova run, oppure 2 DH.
Schia, sicuramente da tornarci in compagnia, ho già trovato su internet delle idee !!

domenica 22 aprile 2012

Bedonia PRIMA ENDURO

Prima gara di Enduro...Sopravvissuto !!


Scherzi a parte, il debutto è stato tutt'altro che facile. Le piogge degli ultimi giorni e quelle della mattina hanno fatto delle 2 prove speciali un lungo serpentone di fangazza. Per fortuna che la gara è breve, e con calma e pazienza l'ho portata a casa degnamente.
Arrivo presto a Bedonia (partenza ore 11, non si poteva partire prima?) e curiosamente alle prima montagne di Parma comincia a piovere, ma si fa vedere anche il sole, col risultato di un bel arcobaleno che mi indicava Bedonia....più o meno come i Re magi avevano indicato Betlemme grazie alla stella cometa, ma io sono più modesto....mi basta un arcobaleno e un Tom Tom per trovare la retta via !!
Mi preparo e mi dicono che le iscrizioni non cominciano che alle 9.30, sono le 9 e mi dicono che faccio in tempo a provare la PS3. Parto e mi guardo attorno. Il posto è carino e la salita tranquilla. arrivato all'inizio dell PS mi vesto di tutto e parto.
M***A che fangazza !! provo a scendere piano ma è peggio. Boom e sono sdraiato su un fianco.
Bene, oggi dobbiamo portare a casa le ossa.
Si parte con il numero 46
Alla partenza della prima PS (quella che ho provato) mi sento stranamente tranquillo, ok che l'ho provata...ma ho fatto un gran casino.
Invece la faccio bene....bene per il mio livello (scarso) senza correre rischi grossi e nemmeno trovandomi in grosse difficoltà.
Riparto solo verso la partenza dell PS2. Lungo trasferimento. Non vedo più nessuno, mi viene qualche dubbio...chiedo ad un bituminaro che scende..." si si,,,ce ne sono altri". Fa caldo, mi spoglio ricomincio a salire, e vengo raggiunto da 2 Spezzini. 2 chiacchiere, uno è venuto anche a fare l'Airon !!
L'iltima parte di salita e off-road e dura, ma il peggio è il dito di fangazza e la mia ruota posteriore slitta che fa schifo !! Si sale a piedi e arrivo all PS" in buon anticipo.
La PS2 è stato per tutti un gran casino. Una curva l'hanno sbagliata tutti, al punto che seguendo i segni andavi fuori percorso. Mi gioco 2 Jolly...arriva un salitone ripido ripido, vedo davanti lo spezzino...parto di corsa e SBROOM scivolo e mi stendo a pancia in giù...faccio 2 passi e scivolo indietro di uno...perdo la calma e arranco in ginocchio..mi alzo sento un gran tirone al petto...riprovo a camminare ma sento freddo alle gambe, e bagnato. Bagnato ?? Piove ?? e ke C****O !! ho perso il boccaglio del camelBack...1,5 litri di H2O mi scendono sulle braghe sulle gambe sulle scarpe che ancora di più scivolano inesorabilmente...con le unghie arrivo in cima...mi raggiunge il 47...cerco il boccaglio...torno indietro...scivolo nuovamente... non vedo nulla....vengo raggiunto anche dal 48 che arriva a mo di cinghiale in calore...aggredisce la salita scalciando il terreno per far entrare la punta della scarpa nella fangazza...C****O è Alberto del Gravity Games !! Vaffan*** anche il boccaglio...torno alla bici, la sollevo e a terra c'è il boccaglio !! Faccio passare Alberto e riparto con un gran freddo...in breve sono all'arrivo. Ok Tutto ok...un errore l'avevo messo in preventivo.
Ristoro...2 pezzi di pizza !!!
Si prosegue ora in mezza costa...rimangono i problemi sul posteriore...aderenza 0 sul fango.
Trovo uno degli spezzini fermo con cambio posteriore distrutto.
Arrivo alla partenza dell PS3. è la stessa della PS1. riparto e provo a migliorarmi, ma non trovo il rapporto giusto e nei rilanci perdo molto tempo, fa lo stesso...l'ho portata a casa degnamente.
Sai cosa c'è di buono a essere solo in 37 al via??
Lavaggio bici senza coda...e docce calde calde ma così calde che ho dovuto aprirne 2 perchè usciva troppo calda !!

Tante cose posso essere migliorate da parte dell'organizzazione, in primis il prezzo (25 euro) e il percorso, anche la segnalazione tra le PS, ma personalmente perdono il tutto nella speranza che da questi errori ci siano degli miglioramenti.
la prox è a Schia...e mi dicono che è meglio. Io ci vado....mi sono trovato bene a Bedonia !! mi sono trovato bene nell'enduro.

sabato 21 aprile 2012

10 anni giusti giusti

Non è stat la mia prima Granfondo, ma è stata la mia prima Pezzo.
il 2011 è stato testimone del mio debutto nelle gare.

10 anni sono passati e domani c'è un nuovo debutto

Bedonia Enduro !!
Sono emozionato e non so bene cosa aspettarmi....domani proverò a stare calmo...a darci dentro...a non sbagliare...ma soprattutto a imparare e farmi esperienza.

venerdì 13 aprile 2012

RICONOSCENZA

Era l’anno 1991 quando durante i pomeriggi di studi per prepararmi per la maturità, distrattamente guardavo alla TV il giro d’Italia. Quell’anno Bugno la corse alla grande, ricordo ancora la crono nel Parmense, la vinse senza mai salire in piedi sui pedali !! Chioccioli dominò per quanto riguarda la maglia rosa, è soprattutto merito di quel giro d’Italia che mi nacque la passione per la bici.

La mia prima MTB l’ho comprata da cicli Corradini in via da castello  subito dopo la matutità, era una TREK 970 bianca.

È stato però dopo il militare che quella bici cominciò a essere usata seriamente, e soprattutto in montagna, quindi nel il 1994.

Molto probabilmente le foto seguenti furono scattate proprio quell’anno




Un’uscita particolare, la mia prima in montagna. Avevamo dormito a Malcesine, abbiamo preso la funivia e siamo scesi dietro al Baldo, si passava per San Valentino e poi giù fino a Loppio per tornare poi percorrendo la statale sul lungolago e finale obbligatorio allo SpeckStube. La mia prima uscita meccanizzata fu quindi nel 1994…alla faccia di quelli che pensano che sia una moda attuale e/o passeggera. E già nel 1994 (per fortuna) io uscivo con la macchina fotografica !!

 I componenti di quella spedizione erano: Fasta (FastaBike dopo quella giornata) Paolo C, Milana, Alberto, Dimitri, Matteo Cagossi e l’ultimo non ricordo il nome.
Alberto con maglia del team KHS

Paolo in un tratto tecnico....del 1994 !!

Massimo cade....ma rimane il migliore di tutti noi !!

Tutto nacque all’Ellebi, dove lavoravamo io, Paolo, Alberto e Dimitri. Il furgone che ci ha portato era quello scassato del GS Ellebi e Dimitri era alla guida. Alberto era il conoscitore della zona e anche il proprietario dell’appartamento che ci ha ospitato.

Non ricordo bene di chi sia stata l’idea, ma pensandoci ora quello che facemmo 18 anni or sono era una piccola grande pazzia da tedeschi.

Probabilmente l’idea è venuta alla vulcanica mente di Alberto, ma sicuramente è stato lo spirito libero di Dimitri che ha fatto cadere in tutti noi gli ultimi dubbi.

Sì, Dimitri aveva un grande spirito libero, aveva perché ci ha lasciato un mesetto fa.

Forse un’anno o due dopo quella trasferta gli venne diagnosticato un tumore al cervello. Forse solo ora ripensando a Dimitri ne comprendo la grandezza del suo spirito, come ha affrontato la malattia, come lui è riuscito a vivere felice, a combatterla come se fosse un fastidioso tatuaggio. Ci sono state dei momenti in cui alcuni hanno dubitato che fosse successo il miracolo. Invece no, lui nonostante la malattia voleva vivere, imparare, giocare, appassionarsi alla fotografia e al fotoritocco.

Se ne è andato senza clamori, senza disturbare nessuno, come far suo. Molto discretamente la notizia ha circolato, ma già a funerale avvenuto. Nelle foto non compare, perché fu proprio lui a scattare le foto di gruppo, confermando la sua discrezione.

Mi piace pensare che una piccola parte di quello spirito libero mi sia stata trasmessa in quel giorno del 1994.

Non posso comunque nascondere che sono molto riconoscente a Dimitri, lui che è stato partecipe della mia prima salita in MTB (e ho proseguito a piedi ! e in un’altra sono anche caduto), lui che cadendo nella prima discesa mi ha dato la prima lezione di MTB (mai distrarsi), lui che con la sua curiosità mi ha accompagnato in un’esperienza che ha sconvolto il resto della mia vita.

 FastaBike cade anche in salita

Ma ci riprova !!

Dimitri ti sono riconoscente, ti ricorderò e spero di aver assorbito qualcosina dal tuo spirito libero.